Guitar Archive nasce come blog personale, per condividere i miei risultati quotidiani nello studio della chitarra con i lettori (occasionali o meno), ed essere così spronato ad impegnarmi di più. In fase di realizzazione, però, ho pensato che avrei potuto provare a realizzare qualcosa di più interessante, con materiale, consigli, lezioni e spunti per tutti gli amanti di questo fantastico strumento.

Buona lettura!

- F.C.

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domenica 11 ottobre 2009

Lezione - Introduzione ai modi della scala maggiore

Pubblicato da: Emilio "Outplayer" Longombardo

Perché molto spesso i modi generano confusione quando ci si approccia ad essi?
La mia opinione è che spesso si confondono le due modalità di utilizzo che i modi permettono.

Tendo a vedere quindi i modi in due prospettive (e così dovrebbero essere viste anche le pentatoniche – ci torneremo).

Nella prima, i modi sono delle semplici diteggiature, esattamente come le 5 diteggiature delle pentatoniche, che si “snodano” a partire da una tonalità data.
Quindi suonare il primo modo (ionico) in C, equivale a suonare le stesse note del secondo modo (dorico) in D e del terzo (frigio) in E. E così via.
Ovviamente il secondo modo diteggiato partirà con la nota D, il terzo modo partirà dalla nota E e così via. Come per le pentatoniche, ogni nota della scala fa “partire” una diteggiatura.

Nella seconda modalità di utilizzo, i modi vanno “appiccicati” di volta in volta ad un accordo, o ad una tonica.. Ed è qui che viene fuori il “carattere” dei modi, la loro sonorità.
Ad esempio, su una tonica di C, otterremo effetti diversi “appiccicandoci” sopra una diteggiatura piuttosto che un’altra.

Qui di sotto vi elenco le sette diteggiature (o le sette posizioni, o i sette modi).

Ionico


Dorico


Frigio


Lidio


Misolidio


Eolio


Locrio

Provate a suonare su una tonica di A, ad esempio, la diteggiatura del modo ionico e quella del modo locrio. C’è una bella differenza in quello che si ottiene. Provate a suonare tutte le diteggiature non in sequenza (questo è il primo utilizzo descritto sopra) ma tutte a partire da quella stessa tonica; cercate di conoscere il “carattere”, la sonorità di ogni singolo modo. Questo è l’utilizzo “modale”, che non vede i modi come semplici diteggiature di derivazione della tonalità, ma “assegna” ad una tonica, ad un accordo e così via delle sonorità che vengono fuori dall’unione tra il modo scelto e l’accordo che c’è sotto.

Buon lavoro.

Outplayer

mercoledì 26 agosto 2009

Lezione - Pentatoniche - Applicazioni (1)

Pubblicato da: Emilio "Outplayer" Longombardo

La pentatonica cosiddetta “maggiore” (anche detta “primo modo” o “in prima posizione”) è formata dai seguenti gradi, rispetto alla tonica: primo, secondo, terzo, quinto e sesto.

Abbiamo già presentato le posizioni delle scale pentatoniche in G; le posizioni illustrate prima sono quindi costituite dalle seguenti note: G, A, B, D, E (che sono appunto primo, secondo, terzo, quinto e sesto grado della scala maggiore di G – che, per inciso, è formata da G, A, B, C, D, E, F#). Nell’ immagine qui sotto potete vedere i gradi della scala sulla prima posizione della scala pentatonica:



La pentatonica quindi “prende” cinque note dalla classica scala maggiore, rispetto alla quale manca del quarto e del settimo grado.

Abbiamo visto quali sono le note e le posizioni delle pentatoniche di G.
Cosa bisognerebbe fare se, invece, volessimo suonare le pentatoniche di C?
Basterà far corrispondere le toniche delle varie pentatoniche con i C presenti nella tastiera.
Le varie posizioni si “sposterebbero” una quarta sopra (o due toni e mezzo avanti).



Chiaramente, basterà trovare una sola posizione, tutte le altre seguiranno di conseguenza (ricordiamo che le varie posizioni sono costituite da quei soliti 5 gradi della tonalità che si sceglie di volta in volta).

E’ molto importante essere in grado di individuare velocemente le posizioni nelle varie tonalità.
Abituatevi quindi a far corrispondere le toniche a diverse tonalità, non suonatele sempre in G o sempre in C; variate il più possibile.

Buon lavoro.

Outplayer

mercoledì 19 agosto 2009

Lezione 4 - Introduzione alle scale pentatoniche

Pubblicato da: Emilio "Outplayer" Longombardo

Salve a tutti.

Questo articolo è una sorta di “premessa - introduzione” alle scale pentatoniche.

L’ argomento è estremamente vasto e sfaccettato (a dispetto di quanto si creda), non è pensabile esaurirne la trattazione in un articolo solo.

Una scala pentatonica è formata da 5 note; nella scala pentatonica di G, avremo G, A, B, D e E.

Queste 5 note sono dislocate sulla tastiera della chitarra, e danno origine a 5 diteggiature convenzionali. Qui vengono trattate le diteggiature più conosciute, cioè quelle a due note per corda.

Nell’ esempio, uno schema che raffigura le 5 note della scala pentatonica di G, dislocate sulla tastiera della chitarra.

Ad ogni colore, corrisponde una delle 5 note della scala. Se l' immagine vi sembra troppo piccola, cliccateci sopra per vederla nelle sue dimensioni originali.

Nota: i numeri romani sotto l' immagine indicano i vari tasti sul manico della chitarra.



E’ convenzione studiare le pentatoniche separandole per posizione, per “porzione di manico”.

Ecco che allora avremo 5 posizioni, ognuna originata da una delle 5 note della scala; le 5 posizioni (dato che contengono tutte sempre le stesse 5 note) sono ovviamente collegate tra loro (la metà delle note della prima è identica alla metà delle note della seconda posizione e così via) e ovviamente, al termine della quinta posizione, si riparte con la prima (un circolo…virtuoso).

Ecco le posizioni, sempre in G.

Nota: i numeri a sinistra indicano le dita della mano sinistra da utilizzare sulla relativa corda. 1 è l' indice, 2 il medio, 3 l' anulare e 4 il mignolo. Per fare un esempio, se troviamo scritto 1 - 4, significa che la prima nota della corda andrà suonata con l' indice, la seconda col mignolo.

La nota nel cerchietto rosso è la tonica di ogni posizione (in questo caso, quindi, la nota G).

Prima posizione:



Seconda posizione:



Terza posizione:



Quarta posizione:



Quinta posizione:



Le pentatoniche sono scale usatissime in qualunque genere musicale, dal blues al rock, dal pop al jazz, dal metal alla fusion. Probabilmente un chitarrista rock è abituato a sentire fraseggiare sulle pentatoniche, dato che chitarristi come David Gilmour o Slash sono dei maestri nell’utilizzo della suddetta scala. Ma non di rado è usata anche in un linguaggio più “intricato”, come può essere quello jazz.

L’applicazione che se ne può fare è davvero trasversale.

Il consiglio è quello di studiare e conoscere per ora la “forma” delle posizioni. L’utilizzo in un contesto improvvisativo verrà trattato tra qualche lezione.

Buono studio !

Outplayer

martedì 18 agosto 2009

Lezione 3 - Le ottave sulla tastiera

Pubblicato da: F.C.

Abbiamo già parlato delle note sulla tastiera, del fatto che ogni tasto rappresenti un semitono, e di come sono disposte le note sulla tastiera della chitarra: vediamo ora come trovare rapidamente le ottave delle varie note.

Spiego brevemente cos'è un' ottava: si tratta dell' ottava nota della scala della nota di partenza (lo so, sembra un gioco di parole), ed altro non è che una nota uguale a quella di partenza, ma ad un' altezza superiore. Vi faccio un rapido esempio con la scala maggiore di C:

C - D - E - F - G - A - B - C

Come vedete, la scala comincia e finisce in C, con la differenza che l' ultimo C è più alto del primo. Ecco, questa è l' ottava superiore. L' ottava superiore di C, in questo caso.

Ci sono due modi per trovare le ottave superiori delle varie note, entrambi molto semplici: il primo, valido per le corde E (basso) e A, consiste nell' individuare la nota che si trova due tasti avanti e due corde sotto rispetto alla nota di partenza. Ad esempio, l' ottava della nota F (corda E, primo tasto), si trova al 3° tasto (due tasti avanti rispetto al primo) della corda D (due corde sotto rispetto alla corda E). Ecco un' immagine esemplificativa (cliccate sulle immagini per visualizzarle a risoluzione più alta):



Stesso discorso varrà per la corda A:



La regola cambia leggermente quando si passa alla corda D. Le ottave della corda D, infatti, vanno riportate sulla corda B, che è accordata in maniera un po' diversa dalle altre (scenderemo nei dettagli dell' accordatura in un' altra lezione, tanto sono sicuro che sappiate bene come accordare il vostro strumento :P ); in virtù di ciò, ci si dovrà spostare avanti di 3 tasti anziché due, come nell' immagine qui sotto:



La stessa procedura va applicata per trovare le ottave della corda G:



Per ovvi motivi, le ottave delle note sulle corde B e E non sono riportabili (non ci sono materialmente le corde su cui riportarle!).

Questo è il modo più semplice per individuare le ottave (e di conseguenza per identificare più in fretta le note sulla tastiera), ma ne esiste anche un altro (il secondo metodo, di cui parlavo più su): l' ottava di una nota si trova anche 3 tasti indietro e 3 corde sotto la nota di partenza. Per esempio, per trovare l' ottava della nota A (corda E, 5° tasto), dovremo andare indietro di 3 tasti, trovandoci così al 2° tasto, e scendere di 3 corde, arrivando così alla corda G. Ecco l' immagine:



Per la corda A la procedura cambia leggermente, sempre per via dell' accordatura diversa della corda B; anziché andare indietro di 3 tasti, sarà sufficiente andare indietro di 2:



Stessa procedura per la corda D:



Ovviamente, entrambi questi metodi sono utilizzabili anche a ritroso: potete partire dalle note più acute per trovare l' ottava più bassa, semplicemente invertendo gli spostamenti descritti sopra :)

Esercizio: trovate le ottave di tutte le note sulla tastiera, dal primo al dodicesimo tasto sulle corde E, A, D e G, usando entrambi i metodi. Cercate di imparare a memoria le posizioni delle note dal primo al dodicesimo tasto di tutte le corde, questo vi aiuterà a spostarvi più agevolmente sulla tastiera.

Nota bene: un po' di indolenzimento è normale, ma non forzate troppo se si presentano dolori, torpore o comunque sensazioni fastidiose alle mani o alle braccia: rischiereste dolori e, nei casi peggiori, tendiniti, che vi impedirebbero di usare le mani per periodi relativamente lunghi.

domenica 9 agosto 2009

Lezione 2 - 1, 2, 3, 4, 1, 2, 3, 4...

Pubblicato da: F.C.

Dopo aver visto come posizionare le mani sulla chitarra nella precedente lezione (link), e dopo aver fatto gli esercizi annessi, possiamo passare ad un nuovo esercizio, fondamentale per la coordinazione delle mani e per lo sviluppo della plettrata alternata, nonché per aumentare le potenzialità tecniche della mano sinistra.

Vediamo subito come si svolge quest' esercizio. Innanzitutto eccovi la legenda: ricordate che down stroke significa plettrata in giù, viceversa up stroke vuol dire plettrata in su; i numeri nei cerchietti invece indicano le dita della mano sinistra, secondo questo schema:



Ora vediamo come leggere le tablature (nelle immagini trovate anche gli spartiti, nel caso in cui sappiate leggerli). Una tablatura è composta da sei linee, rispettivamente, partendo dal basso: Mi basso, La, Re, Sol, Si, Mi cantino. Su queste linee troverete scritti dei numeri, che indicano il tasto da suonare: 1 = primo tasto, 2 = secondo tasto, 3 = terzo tasto, e così via.



In basso, sotto la tablatura, in corrispondenza delle note, troverete lo schema della plettrata (down stroke o up stroke in corrispondenza della nota), e la diteggiatura da utilizzare (i numeri nei cerchietti). Vediamo il primo esercizio (se la tablatura vi sembra troppo piccola, cliccateci sopra per aprire l' immagine della tablatura completa ad alta risoluzione):



Come potete vedere, si tratta di suonare i primi quattro tasti delle corde Mi basso e La. Si preme sul primo tasto con l' indice, sul secondo col medio, sul terzo con l' anulare e sul quarto col mignolo; si comincia a plettrare con un down stroke, poi si esegue un up stroke, poi un altro down stroke, etc. Attenzione: questo esercizio va eseguito in un modo particolare, che vi spiego qui di seguito.

Quando premete sul primo tasto, ovviamente lo farete col dito indice: cercate di tenere le altre dita sollevate ma non troppo distanti dalla corda, in corrispondenza dei tasti successivi (rispettivamente medio sul secondo, anulare sul terzo e mignolo sul quarto). Non preoccupatevi se le dita non si troveranno esattamente sopra i tasti corrispondenti, l' importante è che siano in zona.

Ora, dicevo, premete sul primo tasto col dito indice e plettrate un down stroke. Subito dopo, premete sul secondo tasto col medio, continuando a premere sul primo con l' indice. Vi troverete così a premere due tasti contemporaneamente. Plettrate un up stroke e andate avanti. Premete il terzo tasto con l' anulare, plettrate un down stroke, continuando a premere sui primi due con indice e medio, lasciandoli in pratica dove sono. Proseguite l' esercizio col mignolo, plettrate un up stroke, e (indovinate un po'?) lasciate le altre tre dita sui tasti corrispondenti, continuando a premere. Ripetete l' esercizio sulla corda Mi basso due volte, secondo la tablatura, poi passate alla corda La. Eccovi le tablature per le altre corde (cliccateci sopra per la solita tablatura completa ad alta risoluzione):





Praticate quest' esercizio fino allo sfinimento, avvalendovi dell' aiuto del metronomo (usatelo sempre, è molto utile): all' inizio a bassa velocità (fra 40 e 60 bpm, a vostro piacimento), plettrando due note per ogni battito, poi, quando avrete preso confidenza con l' esercizio, aumentando gradualmente i bpm. Mi raccomando, fate attenzione alla mano sinistra, premete sui tasti come spiegato più su. Questo esercizio potenzierà notevolmente le dita della mano sinistra, e vi farà acquisire una buona scioltezza con la mano destra.

Una volta che avrete praticato a sufficienza l' esercizio descritto qui sopra, divertitevi a provare tutte le combinazioni possibili: 4 - 3 - 2 - 1, 2 - 4 - 3 - 1, 1 - 3 - 2 - 4, etc. Vi consiglio anche di spostarvi lungo la tastiera, partendo dal secondo tasto, poi dal terzo, poi dal quarto e così via, in modo da abituarvi a suonare anche in altre zone della tastiera.

Ricordate: quando vedete scritto "1", premete solo con l' indice, "2" con indice e medio, "3" con indice, medio e anulare, "4" con tutte e quattro le dita, ognuna sul rispettivo tasto. Attenzione, però: quest' ultimo discorso vale solo per questo esercizio; in altri casi, se vedete indicato ad esempio "3", dovrete premere solo con l' anulare, non con tutte le prime 3 dita.

E' tutto, buon divertimento e alla prossima!

Nota bene: un po' di indolenzimento è normale, ma non forzate troppo se si presentano dolori, torpore o comunque sensazioni fastidiose alle mani o alle braccia: rischiereste dolori e, nei casi peggiori, tendiniti, che vi impedirebbero di usare le mani per periodi relativamente lunghi.

sabato 1 agosto 2009

Lezione 1 - I primi passi

Pubblicato da: F.C.

Premessa: i post di "lezione" non avranno cadenza regolare, dato che porto avanti il blog da solo, da solo scrivo gli articoli e ho anche una vita normale e degli impegni ^__^ in ogni caso cercherò di inserirne a sufficienza.

Cominciamo con un post sulla tecnica, dedicato ai principianti, a chi muove i primi passi nell' immenso mondo dello scibile chitarristico, ma anche a chi non ha mai prestato particolare attenzione alla posizione delle mani sullo strumento.

Innanzitutto, cominciamo col mettere in chiaro che la posizione migliore, generalmente, è quella che ci permette di suonare comodi e rilassati; se ci fate caso, vedrete che molti chitarristi hanno un' impostazione molto diversa da quella "scolastica", senza per questo avere difficoltà di esecuzione. E' bene precisare però che tendenzialmente un' impostazione curata aiuta a raggiungere ottimi risultati.

Ora, probabilmente i lettori che ancora non suonano, o che sono totalmente autodidatti, si chiederanno: "ma quale sarebbe l' impostazione 'corretta'?". Cercherò di illustrarvela aiutandomi con delle foto.

Attenzione: l' impostazione illustrata di seguito è quella più utilizzata ed insegnata nelle varie scuole di musica, ma questo non significa che tutte le altre impostazioni siano sbagliate. Se avete appena cominciato a suonare, vi consiglio di iniziare con questa, perché permette di sviluppare un' ottima tecnica; se però suonate già da tempo con un' altra impostazione e vi trovate bene, non è necessario cambiarla :-)

Mano destra

Innanzitutto partiamo dalla mano destra (che per i mancini sarà la sinistra; quella con cui si plettra, insomma), e precisamente dal plettro. Prendere in mano un plettro sembra essere un gesto abbastanza naturale, ma è bene far caso a come lo si tiene per suonare. Un buon modo per avere controllo e stabilità del plettro è tenerlo fra i polpastrelli di pollice e indice, come illustrato nelle immagini qui sotto. Le altre tre dita restano piegate contro il palmo della mano (ci sono tecniche avanzate in cui verranno utilizzate anche le altre dita, ma per ora occupiamoci del plettro).

Il plettro che utilizzo io è un Ibanez Paul Gilbert (lo so che sembra il blog ufficiale dell' Ibanez, ma fidatevi, non lo è, è solo che mi trovo molto bene con molti loro prodotti :D ), eccovi una foto:



Ora vediamo come tenere il plettro. Nella foto qui sotto è posizionato sulla punta dell' indice; come potete vedere, lo tengo più o meno al centro del polpastrello:



A questo punto, stringo il plettro saldamente fra pollice e indice, sempre tenendo le altre tre dita piegate:



E' bene lasciare esposta solo la punta del plettro, così da avere una presa più salda e un suono più deciso e incisivo (nonché una superficie molto più piccola da spostare quando si plettra velocemente).

Una volta afferrato correttamente il plettro ( :P ), passiamo al movimento della mano destra: appoggiamo la mano, di taglio, sul ponte della chitarra (avendo cura di appoggiarci sul metallo e non sulle corde - altrimenti otterremmo il palm muting, che è un argomento che tratteremo più avanti). Questo è, in linea d' aria, il punto su cui appoggiarsi (senza spingere sul ponte se si tratta di un Floyd Rose):



E questa è la mano una volta appoggiata:



Come vedete, lascio libere le corde più basse e stoppo quelle più acute, così da evitare risonanze indesiderate quando suono sulle corde basse.

A questo punto, andiamo a plettrare il Mi basso, muovendo esclusivamente il polso e utilizzando la plettrata alternata, ossia una pennata in giù, poi una in su, poi di nuovo una in giù, e così via. Il plettro va tenuto dritto rispetto alle corde (ad alte velocità è normale inclinarlo un po', ma fino a quando è possibile deve restare dritto!).

Questa posizione del plettro è corretta:



Eccola vista di fronte:



Il plettro si può anche inclinare leggermente, come in questa immagine, ma solo quando si plettra molto velocemente; non è un problema da porsi all' inizio, dato che per cominciare andremo piuttosto lentamente. In ogni caso, ecco un esempio di inclinazione "consentita":



Come potete vedere, per cambiare l' inclinazione del plettro mi limito a piegare il pollice, senza spostare il resto della mano.

Nell' immagine qui sotto potete vedere un esempio di inclinazione eccessiva: questa è controproducente, poiché il plettro, colpendo la corda di taglio, non la fa vibrare a sufficienza, e il suono che ne esce è debole e poco incisivo:



In base al punto in cui si plettra, il suono delle varie corde cambia: sperimentate pure tutti i suoni ottenibili plettrando in diversi punti della corda, ma ricordate sempre che quando suonate con la mano appoggiata al ponte, il punto più comodo per plettrare è in corrispondenza del pickup centrale della chitarra, o fra il pickup centrale e quello al ponte, in base anche alla grandezza delle vostre mani. Se avete due vanghe al posto delle mani, potreste trovare comodo plettrare sopra il pickup al manico :D

Esercizio: dopo aver plettrato a sufficienza la corda Mi basso (movimenti di polso, sempre in plettrata alternata e tenendo il plettro dritto), spostiamoci sulla corda sottostante, il La. Attenzione, man mano che si scende di corda, va spostata tutta la mano, e non va semplicemente ruotato il polso verso il basso. Ricominciamo la plettrata alternata sulla corda La, e poi continuiamo scendendo su tutte le altre corde e risalendo. E' importante che il plettro sia dritto, la mano appoggiata al ponte, le dita della mano destra piegate, e che il movimento della plettrata sia effettuato dal polso. Esercitatevi plettrando tutte le corde a vuoto, cercando di suonare sempre allo stesso volume. Procuratevi un metronomo (se non volete acquistarlo esistono dei programmini per pc), mettetelo a 60 bpm e date due plettrate per ogni battito che sentite (una in battere, l' altra in levare).

Nota bene: un po' di indolenzimento è normale, ma non forzate troppo se si presentano dolori, torpore o comunque sensazioni fastidiose alle mani o alle braccia: rischiereste dolori e, nei casi peggiori, tendiniti, che vi impedirebbero di usare le mani per periodi relativamente lunghi.

Mano sinistra

Passiamo alla mano sinistra, quella che si muove sulla tastiera. Ricordate che la mano va tenuta dritta, con le dita perpendicolari rispetto al manico della chitarra. Posizioniamo la mano come nelle foto qui sotto: l' indice va sul primo tasto, il medio sul secondo, l' anulare sul terzo e il mignolo sul quarto.





Attenzione: le dita vanno appoggiate "a martello"; il che significa che la parte del dito che preme sulla corda è quella antistante all' unghia (le unghie della mano sinistra vanno tenute corte, precisiamo :P ). Come nelle immagini qui sopra, insomma. L' immagine qui sotto, invece, raffigura una posizione delle dita sbagliata:



Come vedete, le dita sono distese; questo rende scomodi i movimenti e sporca il suono.

Dall' altra parte del manico, il pollice sta in posizione verticale, fra medio e anulare, come nella foto qui sotto:



Per passare da una corda all' altra, è sufficiente ruotare leggermente il polso: il pollice sale e le dita scendono sulla tastiera, e viceversa.

Il punto esatto da premere sui tasti perché suonino bene, va dal centro al lato destro del tasto stesso. Se si preme in mezzo al tasto, fra i due fret, la nota suonerà bene; se si preme vicino al fret di destra (ovviamente dalla prospettiva di chi suona), la nota suonerà bene; se si preme vicino al fret di sinistra, la nota "friggerà" (provare per credere). Ecco delle immagini.

In mezzo al tasto, la nota suona:



In prossimità del fret alla vostra destra (non sopra il fret, però), la nota suona:



In prossimità del fret alla vostra sinistra, la nota frigge:



Abituatevi a tenere le mani in queste posizioni, così da poter cominciare a lavorare sulla tecnica vera e propria.

Esercizio: senza plettrare, appoggiate le dita sulla corda Mi basso come descritto qui sopra (indice sul primo tasto, medio sul secondo, etc.). Esercitate una lieve pressione con tutte e quattro le dita. Sollevate l' indice di un centimetro o due, e appoggiatelo sul primo tasto della corda La, tenendo le altre 3 dita sui tasti in cui si trovano, senza diminuire la pressione. Ora fate la stessa cosa col medio, lasciando anulare e mignolo dove si trovano. Poi spostate anche l' anulare allo stesso modo, e per finire anche il mignolo. A questo punto vi ritroverete con le dita sui primi quattro tasti della corda La. Sempre continuando a fare pressione, spostatevi allo stesso modo sulla corda Re, sempre un dito per volta. Fatto ciò, spostatevi nella stessa identica maniera sulla corda Sol, poi sul Si, e per finire sul Mi cantino, poi risalite di una corda per volta fino ad arrivare al Mi basso. Quando avrete acquisito sufficiente scioltezza, potrete scendere di due corde per volta, passando quindi dal Mi basso al Re, e dal Re al Si; dal Si passate quindi al Mi cantino, poi risalite sul Sol, quindi sul La. Continuando ad esercitarvi, provate anche a scendere di tre, quattro e cinque corde per volta. Ricordatevi di tenere la mano dritta, come nelle immagini presenti in questo post, e di fare pressione (non forte, mi raccomando, solo una leggera pressione) con tutte le dita, continuamente. Quando un dito si sposta, le altre rimangono ferme dove sono. Quando vi sentirete abbastanza bravi, potrete anche provare a spostare le dita in ordine sparso; ad esempio prima il medio, poi il mignolo, poi l' anulare e per finire l' indice. Sperimentate tutte le combinazioni ed esercitatevi in vista della prossima lezione - cominceremo con gli esercizi seri :-)

Nota bene: un po' di indolenzimento è normale, ma non forzate troppo se si presentano dolori, torpore o comunque sensazioni fastidiose alle mani o alle braccia: rischiereste dolori e, nei casi peggiori, tendiniti, che vi impedirebbero di usare le mani per periodi relativamente lunghi.