Guitar Archive nasce come blog personale, per condividere i miei risultati quotidiani nello studio della chitarra con i lettori (occasionali o meno), ed essere così spronato ad impegnarmi di più. In fase di realizzazione, però, ho pensato che avrei potuto provare a realizzare qualcosa di più interessante, con materiale, consigli, lezioni e spunti per tutti gli amanti di questo fantastico strumento.

Buona lettura!

- F.C.

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domenica 11 ottobre 2009

Lezione - Introduzione ai modi della scala maggiore

Pubblicato da: Emilio "Outplayer" Longombardo

Perché molto spesso i modi generano confusione quando ci si approccia ad essi?
La mia opinione è che spesso si confondono le due modalità di utilizzo che i modi permettono.

Tendo a vedere quindi i modi in due prospettive (e così dovrebbero essere viste anche le pentatoniche – ci torneremo).

Nella prima, i modi sono delle semplici diteggiature, esattamente come le 5 diteggiature delle pentatoniche, che si “snodano” a partire da una tonalità data.
Quindi suonare il primo modo (ionico) in C, equivale a suonare le stesse note del secondo modo (dorico) in D e del terzo (frigio) in E. E così via.
Ovviamente il secondo modo diteggiato partirà con la nota D, il terzo modo partirà dalla nota E e così via. Come per le pentatoniche, ogni nota della scala fa “partire” una diteggiatura.

Nella seconda modalità di utilizzo, i modi vanno “appiccicati” di volta in volta ad un accordo, o ad una tonica.. Ed è qui che viene fuori il “carattere” dei modi, la loro sonorità.
Ad esempio, su una tonica di C, otterremo effetti diversi “appiccicandoci” sopra una diteggiatura piuttosto che un’altra.

Qui di sotto vi elenco le sette diteggiature (o le sette posizioni, o i sette modi).

Ionico


Dorico


Frigio


Lidio


Misolidio


Eolio


Locrio

Provate a suonare su una tonica di A, ad esempio, la diteggiatura del modo ionico e quella del modo locrio. C’è una bella differenza in quello che si ottiene. Provate a suonare tutte le diteggiature non in sequenza (questo è il primo utilizzo descritto sopra) ma tutte a partire da quella stessa tonica; cercate di conoscere il “carattere”, la sonorità di ogni singolo modo. Questo è l’utilizzo “modale”, che non vede i modi come semplici diteggiature di derivazione della tonalità, ma “assegna” ad una tonica, ad un accordo e così via delle sonorità che vengono fuori dall’unione tra il modo scelto e l’accordo che c’è sotto.

Buon lavoro.

Outplayer

1 commento:

  1. Non riesco a visualizzare le 7 diteggiature, non e' che per caso me le mandi?!? Grazie di esistereeeee!!
    :-)
    Wlochfede@yahoo.it

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