Guitar Archive nasce come blog personale, per condividere i miei risultati quotidiani nello studio della chitarra con i lettori (occasionali o meno), ed essere così spronato ad impegnarmi di più. In fase di realizzazione, però, ho pensato che avrei potuto provare a realizzare qualcosa di più interessante, con materiale, consigli, lezioni e spunti per tutti gli amanti di questo fantastico strumento.

Buona lettura!

- F.C.

Nota bene: tutti i contenuti del blog (salvo dove diversamente specificato) sono protetti da licenza Creative Commons (cliccate sul banner Creative Commons qui sotto per verificare le condizioni di utilizzo).

Creative Commons License
This opera by http://gtrarchive.blogspot.com/ is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Visualizzazione post con etichetta Livello 1: principiante. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Livello 1: principiante. Mostra tutti i post

mercoledì 19 agosto 2009

Lezione 4 - Introduzione alle scale pentatoniche

Pubblicato da: Emilio "Outplayer" Longombardo

Salve a tutti.

Questo articolo è una sorta di “premessa - introduzione” alle scale pentatoniche.

L’ argomento è estremamente vasto e sfaccettato (a dispetto di quanto si creda), non è pensabile esaurirne la trattazione in un articolo solo.

Una scala pentatonica è formata da 5 note; nella scala pentatonica di G, avremo G, A, B, D e E.

Queste 5 note sono dislocate sulla tastiera della chitarra, e danno origine a 5 diteggiature convenzionali. Qui vengono trattate le diteggiature più conosciute, cioè quelle a due note per corda.

Nell’ esempio, uno schema che raffigura le 5 note della scala pentatonica di G, dislocate sulla tastiera della chitarra.

Ad ogni colore, corrisponde una delle 5 note della scala. Se l' immagine vi sembra troppo piccola, cliccateci sopra per vederla nelle sue dimensioni originali.

Nota: i numeri romani sotto l' immagine indicano i vari tasti sul manico della chitarra.



E’ convenzione studiare le pentatoniche separandole per posizione, per “porzione di manico”.

Ecco che allora avremo 5 posizioni, ognuna originata da una delle 5 note della scala; le 5 posizioni (dato che contengono tutte sempre le stesse 5 note) sono ovviamente collegate tra loro (la metà delle note della prima è identica alla metà delle note della seconda posizione e così via) e ovviamente, al termine della quinta posizione, si riparte con la prima (un circolo…virtuoso).

Ecco le posizioni, sempre in G.

Nota: i numeri a sinistra indicano le dita della mano sinistra da utilizzare sulla relativa corda. 1 è l' indice, 2 il medio, 3 l' anulare e 4 il mignolo. Per fare un esempio, se troviamo scritto 1 - 4, significa che la prima nota della corda andrà suonata con l' indice, la seconda col mignolo.

La nota nel cerchietto rosso è la tonica di ogni posizione (in questo caso, quindi, la nota G).

Prima posizione:



Seconda posizione:



Terza posizione:



Quarta posizione:



Quinta posizione:



Le pentatoniche sono scale usatissime in qualunque genere musicale, dal blues al rock, dal pop al jazz, dal metal alla fusion. Probabilmente un chitarrista rock è abituato a sentire fraseggiare sulle pentatoniche, dato che chitarristi come David Gilmour o Slash sono dei maestri nell’utilizzo della suddetta scala. Ma non di rado è usata anche in un linguaggio più “intricato”, come può essere quello jazz.

L’applicazione che se ne può fare è davvero trasversale.

Il consiglio è quello di studiare e conoscere per ora la “forma” delle posizioni. L’utilizzo in un contesto improvvisativo verrà trattato tra qualche lezione.

Buono studio !

Outplayer

martedì 18 agosto 2009

Lezione 3 - Le ottave sulla tastiera

Pubblicato da: F.C.

Abbiamo già parlato delle note sulla tastiera, del fatto che ogni tasto rappresenti un semitono, e di come sono disposte le note sulla tastiera della chitarra: vediamo ora come trovare rapidamente le ottave delle varie note.

Spiego brevemente cos'è un' ottava: si tratta dell' ottava nota della scala della nota di partenza (lo so, sembra un gioco di parole), ed altro non è che una nota uguale a quella di partenza, ma ad un' altezza superiore. Vi faccio un rapido esempio con la scala maggiore di C:

C - D - E - F - G - A - B - C

Come vedete, la scala comincia e finisce in C, con la differenza che l' ultimo C è più alto del primo. Ecco, questa è l' ottava superiore. L' ottava superiore di C, in questo caso.

Ci sono due modi per trovare le ottave superiori delle varie note, entrambi molto semplici: il primo, valido per le corde E (basso) e A, consiste nell' individuare la nota che si trova due tasti avanti e due corde sotto rispetto alla nota di partenza. Ad esempio, l' ottava della nota F (corda E, primo tasto), si trova al 3° tasto (due tasti avanti rispetto al primo) della corda D (due corde sotto rispetto alla corda E). Ecco un' immagine esemplificativa (cliccate sulle immagini per visualizzarle a risoluzione più alta):



Stesso discorso varrà per la corda A:



La regola cambia leggermente quando si passa alla corda D. Le ottave della corda D, infatti, vanno riportate sulla corda B, che è accordata in maniera un po' diversa dalle altre (scenderemo nei dettagli dell' accordatura in un' altra lezione, tanto sono sicuro che sappiate bene come accordare il vostro strumento :P ); in virtù di ciò, ci si dovrà spostare avanti di 3 tasti anziché due, come nell' immagine qui sotto:



La stessa procedura va applicata per trovare le ottave della corda G:



Per ovvi motivi, le ottave delle note sulle corde B e E non sono riportabili (non ci sono materialmente le corde su cui riportarle!).

Questo è il modo più semplice per individuare le ottave (e di conseguenza per identificare più in fretta le note sulla tastiera), ma ne esiste anche un altro (il secondo metodo, di cui parlavo più su): l' ottava di una nota si trova anche 3 tasti indietro e 3 corde sotto la nota di partenza. Per esempio, per trovare l' ottava della nota A (corda E, 5° tasto), dovremo andare indietro di 3 tasti, trovandoci così al 2° tasto, e scendere di 3 corde, arrivando così alla corda G. Ecco l' immagine:



Per la corda A la procedura cambia leggermente, sempre per via dell' accordatura diversa della corda B; anziché andare indietro di 3 tasti, sarà sufficiente andare indietro di 2:



Stessa procedura per la corda D:



Ovviamente, entrambi questi metodi sono utilizzabili anche a ritroso: potete partire dalle note più acute per trovare l' ottava più bassa, semplicemente invertendo gli spostamenti descritti sopra :)

Esercizio: trovate le ottave di tutte le note sulla tastiera, dal primo al dodicesimo tasto sulle corde E, A, D e G, usando entrambi i metodi. Cercate di imparare a memoria le posizioni delle note dal primo al dodicesimo tasto di tutte le corde, questo vi aiuterà a spostarvi più agevolmente sulla tastiera.

Nota bene: un po' di indolenzimento è normale, ma non forzate troppo se si presentano dolori, torpore o comunque sensazioni fastidiose alle mani o alle braccia: rischiereste dolori e, nei casi peggiori, tendiniti, che vi impedirebbero di usare le mani per periodi relativamente lunghi.

Teoria 1 - La notazione americana

Pubblicato da: F.C.

Per questioni di comodità, nelle lezioni le note vengono indicate con la notazione americana. E' un sistema più semplice rispetto al nostro, poiché permette di identificare una nota tramite una sola lettera dell' alfabeto, anziché tramite monosillabi (Do, Re, Mi, etc...). Ovviamente anche noi di Guitar Archive, da bravi musicisti navigati quali siamo (seee... :D ), adottiamo questo sistema, quindi per quanti di voi non lo conoscessero, o non ci avessero ancora preso confidenza, inserisco qui di seguito una tabella riassuntiva. Ci metterete veramente poco ad abituarvi a questa notazione, ma fino ad allora potrete usare questa tabella come promemoria :)

Trovate il link alla tabella nella colonna qui a destra, sotto ai link delle lezioni di chitarra ;)

NOTAZIONE AMERICANA:

A = La
B = Si
C = Do
D = Re
E = Mi
F = Fa
G = Sol

Le alterazioni restano identiche: "#" indica un diesis (un semitono avanti rispetto alla nota naturale), "b" indica un bemolle (un semitono indietro rispetto alla nota naturale). Avremo quindi i vari A# / Bb, C# / Db, e così via.

E' tutto, alla prossima!

domenica 9 agosto 2009

Lezione 2 - 1, 2, 3, 4, 1, 2, 3, 4...

Pubblicato da: F.C.

Dopo aver visto come posizionare le mani sulla chitarra nella precedente lezione (link), e dopo aver fatto gli esercizi annessi, possiamo passare ad un nuovo esercizio, fondamentale per la coordinazione delle mani e per lo sviluppo della plettrata alternata, nonché per aumentare le potenzialità tecniche della mano sinistra.

Vediamo subito come si svolge quest' esercizio. Innanzitutto eccovi la legenda: ricordate che down stroke significa plettrata in giù, viceversa up stroke vuol dire plettrata in su; i numeri nei cerchietti invece indicano le dita della mano sinistra, secondo questo schema:



Ora vediamo come leggere le tablature (nelle immagini trovate anche gli spartiti, nel caso in cui sappiate leggerli). Una tablatura è composta da sei linee, rispettivamente, partendo dal basso: Mi basso, La, Re, Sol, Si, Mi cantino. Su queste linee troverete scritti dei numeri, che indicano il tasto da suonare: 1 = primo tasto, 2 = secondo tasto, 3 = terzo tasto, e così via.



In basso, sotto la tablatura, in corrispondenza delle note, troverete lo schema della plettrata (down stroke o up stroke in corrispondenza della nota), e la diteggiatura da utilizzare (i numeri nei cerchietti). Vediamo il primo esercizio (se la tablatura vi sembra troppo piccola, cliccateci sopra per aprire l' immagine della tablatura completa ad alta risoluzione):



Come potete vedere, si tratta di suonare i primi quattro tasti delle corde Mi basso e La. Si preme sul primo tasto con l' indice, sul secondo col medio, sul terzo con l' anulare e sul quarto col mignolo; si comincia a plettrare con un down stroke, poi si esegue un up stroke, poi un altro down stroke, etc. Attenzione: questo esercizio va eseguito in un modo particolare, che vi spiego qui di seguito.

Quando premete sul primo tasto, ovviamente lo farete col dito indice: cercate di tenere le altre dita sollevate ma non troppo distanti dalla corda, in corrispondenza dei tasti successivi (rispettivamente medio sul secondo, anulare sul terzo e mignolo sul quarto). Non preoccupatevi se le dita non si troveranno esattamente sopra i tasti corrispondenti, l' importante è che siano in zona.

Ora, dicevo, premete sul primo tasto col dito indice e plettrate un down stroke. Subito dopo, premete sul secondo tasto col medio, continuando a premere sul primo con l' indice. Vi troverete così a premere due tasti contemporaneamente. Plettrate un up stroke e andate avanti. Premete il terzo tasto con l' anulare, plettrate un down stroke, continuando a premere sui primi due con indice e medio, lasciandoli in pratica dove sono. Proseguite l' esercizio col mignolo, plettrate un up stroke, e (indovinate un po'?) lasciate le altre tre dita sui tasti corrispondenti, continuando a premere. Ripetete l' esercizio sulla corda Mi basso due volte, secondo la tablatura, poi passate alla corda La. Eccovi le tablature per le altre corde (cliccateci sopra per la solita tablatura completa ad alta risoluzione):





Praticate quest' esercizio fino allo sfinimento, avvalendovi dell' aiuto del metronomo (usatelo sempre, è molto utile): all' inizio a bassa velocità (fra 40 e 60 bpm, a vostro piacimento), plettrando due note per ogni battito, poi, quando avrete preso confidenza con l' esercizio, aumentando gradualmente i bpm. Mi raccomando, fate attenzione alla mano sinistra, premete sui tasti come spiegato più su. Questo esercizio potenzierà notevolmente le dita della mano sinistra, e vi farà acquisire una buona scioltezza con la mano destra.

Una volta che avrete praticato a sufficienza l' esercizio descritto qui sopra, divertitevi a provare tutte le combinazioni possibili: 4 - 3 - 2 - 1, 2 - 4 - 3 - 1, 1 - 3 - 2 - 4, etc. Vi consiglio anche di spostarvi lungo la tastiera, partendo dal secondo tasto, poi dal terzo, poi dal quarto e così via, in modo da abituarvi a suonare anche in altre zone della tastiera.

Ricordate: quando vedete scritto "1", premete solo con l' indice, "2" con indice e medio, "3" con indice, medio e anulare, "4" con tutte e quattro le dita, ognuna sul rispettivo tasto. Attenzione, però: quest' ultimo discorso vale solo per questo esercizio; in altri casi, se vedete indicato ad esempio "3", dovrete premere solo con l' anulare, non con tutte le prime 3 dita.

E' tutto, buon divertimento e alla prossima!

Nota bene: un po' di indolenzimento è normale, ma non forzate troppo se si presentano dolori, torpore o comunque sensazioni fastidiose alle mani o alle braccia: rischiereste dolori e, nei casi peggiori, tendiniti, che vi impedirebbero di usare le mani per periodi relativamente lunghi.

sabato 8 agosto 2009

Lezione 5 - Esercizi sulla plettrata alternata

Pubblicato da: Emilio "Outplayer" Longombardo

Salve!
Inauguro la mia presenza tra le pagine dell’amico e collega F.C. con qualche consiglio e qualche esercizio sulla plettrata alternata.

Le difficoltà, in questo campo, nascono soprattutto in presenza di frequenti cambi di corda (per la serie “siamo tutti più bravi quando la corda è una sola”).

Consiglio di eseguire esercizi ciclici che prevedano un numero dispari di plettrate; in questo modo, saremo costretti a cambiare la direzione delle plettrate ogni volta che l’esercizio ricomincia il suo ciclo. Cominciando quindi l’esercizio con un down stroke (plettrata in giù), saremo costretti a continuare il ciclo iniziando con un up stroke (plettrata in su) (e di conseguenza tutte le altre plettrate verranno “ribaltate”).



Ecco un esempio di quanto sopra esposto.
L’esercizio va inizialmente praticato su due corde adiacenti e prevede due terzine (o una sestina, a seconda di come lo si considera).
Considerandolo come due terzine, si può cominciare con un tempo di 60 bpm a terzina, per “metabolizzare” il movimento, fino ad arrivare a qualunque tempo vi permetta la vostra plettrata.
L’importante è avere una plettrata decisa e sicura.
Ho inserito anche una variante dello stesso, tanto per non fossilizzarsi con un’unica forma.



Stessa cosa con i gruppi di 5, che sono anche più inusuali all’orecchio e più difficili da suonare sul tempo (noi occidentali siamo purtroppo poco abituati a questi metri dispari, che sono comunque una risorsa eccezionale).



Qui ho inserito invece un esercizio che coniuga la plettrata ad un pattern fregato ai batteristi: il paradiddle.



Un’ottima cosa potrebbe essere quella di mettere una corda (e poi due, poi 3 e infine 4) in mezzo alle due corde che vengono usate per l’esercizio (aumentando quindi il raggio della plettrata).
Avere una buona plettrata significa non doversi preoccupare di tenere d’occhio la mano dx mentre si suona, il che sarà di un’utilità incredibile anche in fase di improvvisazione.

Buon lavoro e soprattutto buon divertimento (se non c’è la passione non si migliora)!

Outplayer

Nota bene: un po' di indolenzimento è normale, ma non forzate troppo se si presentano dolori, torpore o comunque sensazioni fastidiose alle mani o alle braccia: rischiereste dolori e, nei casi peggiori, tendiniti, che vi impedirebbero di usare le mani per periodi relativamente lunghi.

venerdì 7 agosto 2009

Come si pulisce la chitarra?

Pubblicato da: F.C.

Bisogna stare attenti a non sottovalutare l' importanza della pulizia dello strumento. Una chitarra tenuta con cura e pulita regolarmente durerà anni e anni, e non avrà bisogno di eccessivi interventi di manutenzione straordinaria; viceversa, uno strumento trascurato potrebbe andare facilmente incontro ad una vita travagliata, nonché ad una fine prematura :P

Vediamo dunque come fare per mantenere sempre in ottime condizioni lo strumento, senza bisogno di apparecchiature fantascientifiche o prodotti costosissimi.

Il corpo

Se il corpo della chitarra è semplicemente impolverato, sarà sufficiente passarci sopra un panno morbido, liscio e asciutto; suggerisco di completare l' opera passando un pennello sufficientemente piccolo in prossimità delle fessure (ponte, pickup, etc.), per rimuovere ogni traccia di polvere.

Se invece il corpo è sporco, usare un panno umido (io uso di preferenza i panni spugna, che trattengono l' acqua), avendo cura di non fare troppa forza, per non rischiare di graffiare la vernice. In caso di macchie ostinate (ma che ci fate, con queste povere chitarre?!) potete utilizzare dei normali prodotti per pulire casa, ma cercate di procurarvi i più blandi, se necessario diluiteli in acqua così da renderli meno aggressivi, e soprattutto provate prima a passare il prodotto su una piccola parte nascosta del corpo della chitarra: se la vernice reagisce male (si scolorisce, o peggio, si scrosta), interrompete il trattamento e non proseguite oltre. In ogni caso, la maggior parte delle macchie (sudore, polvere incrostata e quant' altro) va via con l' acqua, quindi tranquilli ;)

Il manico

Bisogna prestare particolare attenzione alla pulizia del manico. La parte posteriore può essere pulita esattamente come il corpo, con il solito panno asciutto o umido a seconda delle esigenze; un discorso diverso va fatto per la tastiera. Il legno della tastiera è delicato e va trattato con cura: niente prodotti chimici, niente alcool, niente che possa essere troppo aggressivo, insomma. Però è anche vero che la tastiera è probabilmente la parte della chitarra che si sporca di più, e non è sufficiente un panno asciutto a pulirla. Come fare, dunque? Approfittiamo di questa annosa questione per inaugurare la rubrica "I consigli del liutaio" :D

I consigli del liutaio

I prodotti chimici per la pulizia del legno, così come l' alcool, sono troppo aggressivi per le tastiere: possono portare via resine preziose, o lasciare residui che verranno poi assorbiti dal legno e ne cambieranno le caratteristiche. Per evitare questo tipo di problemi, si può pulire la tastiera semplicemente utilizzando una soluzione di acqua e succo di limone (dovrò chiedere le proporzioni al liutaio, in ogni caso finora ho usato con successo 2/3 d' acqua e 1/3 di succo di limone, ndr), che sgrassa a fondo e non lascia residui di sorta. E' sufficiente passare la soluzione sulla tastiera con un pennellino, e poi asciugare con un panno morbido.

Tutto chiaro? Ringraziamo il liutaio per il provvidenziale intervento, e continuiamo con l' ultima parte dell' articolo, riguardante la pulizia quotidiana dello strumento.

Manutenzione quotidiana


Ricordate sempre di lavare le mani prima di suonare (se possibile, ovviamente), e di pulire le corde con un panno subito dopo aver finito: prendete le corde con il panno e strofinatele accuratamente, una per una, avendo cura di sollevarle un po' dalla tastiera e pulirle anche sotto. Questo allungherà la vita delle corde, e garantirà un suono più limpido più a lungo.

Sempre dopo aver suonato, passate il panno anche sul retro del manico, per evitare che si accumuli sporcizia che a lungo andare macchierebbe irrimediabilmente il legno.

Controllate ogni giorno lo strumento, e se necessario intervenite: meglio togliere poca polvere tutti i giorni, che lasciare che si accumuli e dover poi fare un lavoraccio immane (o peggio, dover chiedere aiuto ad un liutaio).

sabato 1 agosto 2009

Lezione 1 - I primi passi

Pubblicato da: F.C.

Premessa: i post di "lezione" non avranno cadenza regolare, dato che porto avanti il blog da solo, da solo scrivo gli articoli e ho anche una vita normale e degli impegni ^__^ in ogni caso cercherò di inserirne a sufficienza.

Cominciamo con un post sulla tecnica, dedicato ai principianti, a chi muove i primi passi nell' immenso mondo dello scibile chitarristico, ma anche a chi non ha mai prestato particolare attenzione alla posizione delle mani sullo strumento.

Innanzitutto, cominciamo col mettere in chiaro che la posizione migliore, generalmente, è quella che ci permette di suonare comodi e rilassati; se ci fate caso, vedrete che molti chitarristi hanno un' impostazione molto diversa da quella "scolastica", senza per questo avere difficoltà di esecuzione. E' bene precisare però che tendenzialmente un' impostazione curata aiuta a raggiungere ottimi risultati.

Ora, probabilmente i lettori che ancora non suonano, o che sono totalmente autodidatti, si chiederanno: "ma quale sarebbe l' impostazione 'corretta'?". Cercherò di illustrarvela aiutandomi con delle foto.

Attenzione: l' impostazione illustrata di seguito è quella più utilizzata ed insegnata nelle varie scuole di musica, ma questo non significa che tutte le altre impostazioni siano sbagliate. Se avete appena cominciato a suonare, vi consiglio di iniziare con questa, perché permette di sviluppare un' ottima tecnica; se però suonate già da tempo con un' altra impostazione e vi trovate bene, non è necessario cambiarla :-)

Mano destra

Innanzitutto partiamo dalla mano destra (che per i mancini sarà la sinistra; quella con cui si plettra, insomma), e precisamente dal plettro. Prendere in mano un plettro sembra essere un gesto abbastanza naturale, ma è bene far caso a come lo si tiene per suonare. Un buon modo per avere controllo e stabilità del plettro è tenerlo fra i polpastrelli di pollice e indice, come illustrato nelle immagini qui sotto. Le altre tre dita restano piegate contro il palmo della mano (ci sono tecniche avanzate in cui verranno utilizzate anche le altre dita, ma per ora occupiamoci del plettro).

Il plettro che utilizzo io è un Ibanez Paul Gilbert (lo so che sembra il blog ufficiale dell' Ibanez, ma fidatevi, non lo è, è solo che mi trovo molto bene con molti loro prodotti :D ), eccovi una foto:



Ora vediamo come tenere il plettro. Nella foto qui sotto è posizionato sulla punta dell' indice; come potete vedere, lo tengo più o meno al centro del polpastrello:



A questo punto, stringo il plettro saldamente fra pollice e indice, sempre tenendo le altre tre dita piegate:



E' bene lasciare esposta solo la punta del plettro, così da avere una presa più salda e un suono più deciso e incisivo (nonché una superficie molto più piccola da spostare quando si plettra velocemente).

Una volta afferrato correttamente il plettro ( :P ), passiamo al movimento della mano destra: appoggiamo la mano, di taglio, sul ponte della chitarra (avendo cura di appoggiarci sul metallo e non sulle corde - altrimenti otterremmo il palm muting, che è un argomento che tratteremo più avanti). Questo è, in linea d' aria, il punto su cui appoggiarsi (senza spingere sul ponte se si tratta di un Floyd Rose):



E questa è la mano una volta appoggiata:



Come vedete, lascio libere le corde più basse e stoppo quelle più acute, così da evitare risonanze indesiderate quando suono sulle corde basse.

A questo punto, andiamo a plettrare il Mi basso, muovendo esclusivamente il polso e utilizzando la plettrata alternata, ossia una pennata in giù, poi una in su, poi di nuovo una in giù, e così via. Il plettro va tenuto dritto rispetto alle corde (ad alte velocità è normale inclinarlo un po', ma fino a quando è possibile deve restare dritto!).

Questa posizione del plettro è corretta:



Eccola vista di fronte:



Il plettro si può anche inclinare leggermente, come in questa immagine, ma solo quando si plettra molto velocemente; non è un problema da porsi all' inizio, dato che per cominciare andremo piuttosto lentamente. In ogni caso, ecco un esempio di inclinazione "consentita":



Come potete vedere, per cambiare l' inclinazione del plettro mi limito a piegare il pollice, senza spostare il resto della mano.

Nell' immagine qui sotto potete vedere un esempio di inclinazione eccessiva: questa è controproducente, poiché il plettro, colpendo la corda di taglio, non la fa vibrare a sufficienza, e il suono che ne esce è debole e poco incisivo:



In base al punto in cui si plettra, il suono delle varie corde cambia: sperimentate pure tutti i suoni ottenibili plettrando in diversi punti della corda, ma ricordate sempre che quando suonate con la mano appoggiata al ponte, il punto più comodo per plettrare è in corrispondenza del pickup centrale della chitarra, o fra il pickup centrale e quello al ponte, in base anche alla grandezza delle vostre mani. Se avete due vanghe al posto delle mani, potreste trovare comodo plettrare sopra il pickup al manico :D

Esercizio: dopo aver plettrato a sufficienza la corda Mi basso (movimenti di polso, sempre in plettrata alternata e tenendo il plettro dritto), spostiamoci sulla corda sottostante, il La. Attenzione, man mano che si scende di corda, va spostata tutta la mano, e non va semplicemente ruotato il polso verso il basso. Ricominciamo la plettrata alternata sulla corda La, e poi continuiamo scendendo su tutte le altre corde e risalendo. E' importante che il plettro sia dritto, la mano appoggiata al ponte, le dita della mano destra piegate, e che il movimento della plettrata sia effettuato dal polso. Esercitatevi plettrando tutte le corde a vuoto, cercando di suonare sempre allo stesso volume. Procuratevi un metronomo (se non volete acquistarlo esistono dei programmini per pc), mettetelo a 60 bpm e date due plettrate per ogni battito che sentite (una in battere, l' altra in levare).

Nota bene: un po' di indolenzimento è normale, ma non forzate troppo se si presentano dolori, torpore o comunque sensazioni fastidiose alle mani o alle braccia: rischiereste dolori e, nei casi peggiori, tendiniti, che vi impedirebbero di usare le mani per periodi relativamente lunghi.

Mano sinistra

Passiamo alla mano sinistra, quella che si muove sulla tastiera. Ricordate che la mano va tenuta dritta, con le dita perpendicolari rispetto al manico della chitarra. Posizioniamo la mano come nelle foto qui sotto: l' indice va sul primo tasto, il medio sul secondo, l' anulare sul terzo e il mignolo sul quarto.





Attenzione: le dita vanno appoggiate "a martello"; il che significa che la parte del dito che preme sulla corda è quella antistante all' unghia (le unghie della mano sinistra vanno tenute corte, precisiamo :P ). Come nelle immagini qui sopra, insomma. L' immagine qui sotto, invece, raffigura una posizione delle dita sbagliata:



Come vedete, le dita sono distese; questo rende scomodi i movimenti e sporca il suono.

Dall' altra parte del manico, il pollice sta in posizione verticale, fra medio e anulare, come nella foto qui sotto:



Per passare da una corda all' altra, è sufficiente ruotare leggermente il polso: il pollice sale e le dita scendono sulla tastiera, e viceversa.

Il punto esatto da premere sui tasti perché suonino bene, va dal centro al lato destro del tasto stesso. Se si preme in mezzo al tasto, fra i due fret, la nota suonerà bene; se si preme vicino al fret di destra (ovviamente dalla prospettiva di chi suona), la nota suonerà bene; se si preme vicino al fret di sinistra, la nota "friggerà" (provare per credere). Ecco delle immagini.

In mezzo al tasto, la nota suona:



In prossimità del fret alla vostra destra (non sopra il fret, però), la nota suona:



In prossimità del fret alla vostra sinistra, la nota frigge:



Abituatevi a tenere le mani in queste posizioni, così da poter cominciare a lavorare sulla tecnica vera e propria.

Esercizio: senza plettrare, appoggiate le dita sulla corda Mi basso come descritto qui sopra (indice sul primo tasto, medio sul secondo, etc.). Esercitate una lieve pressione con tutte e quattro le dita. Sollevate l' indice di un centimetro o due, e appoggiatelo sul primo tasto della corda La, tenendo le altre 3 dita sui tasti in cui si trovano, senza diminuire la pressione. Ora fate la stessa cosa col medio, lasciando anulare e mignolo dove si trovano. Poi spostate anche l' anulare allo stesso modo, e per finire anche il mignolo. A questo punto vi ritroverete con le dita sui primi quattro tasti della corda La. Sempre continuando a fare pressione, spostatevi allo stesso modo sulla corda Re, sempre un dito per volta. Fatto ciò, spostatevi nella stessa identica maniera sulla corda Sol, poi sul Si, e per finire sul Mi cantino, poi risalite di una corda per volta fino ad arrivare al Mi basso. Quando avrete acquisito sufficiente scioltezza, potrete scendere di due corde per volta, passando quindi dal Mi basso al Re, e dal Re al Si; dal Si passate quindi al Mi cantino, poi risalite sul Sol, quindi sul La. Continuando ad esercitarvi, provate anche a scendere di tre, quattro e cinque corde per volta. Ricordatevi di tenere la mano dritta, come nelle immagini presenti in questo post, e di fare pressione (non forte, mi raccomando, solo una leggera pressione) con tutte le dita, continuamente. Quando un dito si sposta, le altre rimangono ferme dove sono. Quando vi sentirete abbastanza bravi, potrete anche provare a spostare le dita in ordine sparso; ad esempio prima il medio, poi il mignolo, poi l' anulare e per finire l' indice. Sperimentate tutte le combinazioni ed esercitatevi in vista della prossima lezione - cominceremo con gli esercizi seri :-)

Nota bene: un po' di indolenzimento è normale, ma non forzate troppo se si presentano dolori, torpore o comunque sensazioni fastidiose alle mani o alle braccia: rischiereste dolori e, nei casi peggiori, tendiniti, che vi impedirebbero di usare le mani per periodi relativamente lunghi.

Lezione 0 - Com'è fatta una chitarra elettrica

Pubblicato da: F.C.

Questa è una panoramica abbastanza sintetica sulle chitarre elettriche più comuni; utilizzatela per familiarizzare coi termini tecnici, dato che li userò molto spesso nelle "lezioni" :-)








Immagine presa da zZounds

Per familiarizzare con lo strumento, è necessario innanzitutto conoscere nomi e funzioni delle varie parti. Prendendo come riferimento l' immagine qui sopra (cliccateci sopra per ingrandirla, diventerà una cosa mastodontica, a grandezza naturale :D ), nonché le varie immagini che mi sono premurato di ritoccare, descriverò qui di seguito i componenti principali di una chitarra elettrica, in maniera semplice e chiara.

La chitarra presa in esame è un' Ibanez S470.

Una chitarra è composta da due parti principali: il corpo (o body) e il manico.

Il manico

1 - La paletta

All' estremità del manico troviamo la paletta: è qui che sono montate le meccaniche (che per mezzo delle chiavette ci permettono di accordare la nostra chitarra).

La chiavetta più vicina al manico è quella relativa alla corda più bassa, che secondo l' accordatura standard sarà un Mi. A seguire, scendendo, troviamo tutte le altre corde, nell' ordine: La, Re, Sol, Si, Mi.Come potete notare, sia la corda più alta che la più bassa sono dei Mi; la più bassa è detta per l' appunto Mi basso, la più alta Mi cantino.


2 - La tastiera

Alla fine della paletta inizia il manico vero e proprio: la parte anteriore, quella su cui si suona, è la tastiera. I tasti sono separati da barrette di metallo dette fret (o frets, plurale - anche se in italiano non si mette la "s" finale sulle parole inglesi al plurale :P ). Scendendo lungo la tastiera noterete sicuramente i pallini: sono dei segnatasti, e servono a riconoscere al volo i tasti su cui si suona. Non sempre sono pallini, possono anche essere triangoli, rombi, croci, teschi e quant' altro... dipende dalla fantasia di chi disegna la chitarra.

Su un buon 90% delle chitarre in commercio troverete un segnatasti al 3° tasto (alcune ce l' hanno anche sul 1°), poi al 5°, al 7°, al 9°, al 12°, al 15°, al 17°, al 19°, al 21°, e al 24° (se la tastiera ci arriva, dato che esistono molte tastiere da 21 o 22 tasti per le chitarre elettriche, e anche meno per le acustiche e le classiche). Esistono anche delle tastiere senza segnatasti, o con un unico segnatasti in corrispondenza del 12° tasto.

Proprio all' inizio della tastiera, la chitarra ritratta nell' immagine presenta un fermacorde: è formato da 3 piastrine di metallo, ciascuna dotata di una vite. Ognuna di queste piastrine blocca una coppia di corde (Mi basso - La, Re - Sol, Si - Mi cantino). Non tutte le chitarre sono munite di fermacorde, solo quelle dotate di ponti mobili (solitamente del tipo Floyd Rose - ne parleremo più avanti). La funzione del fermacorde è quella di bloccare l' accordatura per evitare che lo strumento si scordi quando si usa il ponte mobile tramite la leva.

Passiamo ai tasti. Ogni tasto costituisce un semitono. Se la corda più bassa suonata a vuoto è un Mi, il primo tasto sarà dunque un Fa, il secondo un Fa#, il terzo un Sol e così via. Arrivati al 12° tasto ci troveremo nuovamente sul Mi: da qui in poi le note si ripetono, ovviamente ad un' ottava superiore. Nell' immagine trovate le prime note sulle corde Mi basso e La.


Il corpo

1 - I pickup

Alla fine del manico troviamo i pickup. Sono, sostanzialmente, i microfoni che portano il suono del nostro strumento all' amplificatore. Questa chitarra presenta una dotazione abbastanza "standard", 3 pickup di cui un single coil (centrale) e 2 humbucker (uno al manico e l' altro al ponte).



Vediamo brevemente cosa significano questi nomi.

Single coil: pickup costituito da un filo di rame avvolto attorno ad un' unica bobina. Ha un suono brillante, ma essendo molto soggetto ad interferenze elettriche (sono sufficienti una lampadina o un monitor nelle vicinanze) produce un lieve ronzio di fondo.

Humbucker: pickup costituito da due single coil in serie. Il filo di rame è avvolto attorno a due bobine, e questo riduce notevolmente il ronzio. Sono pickup dal suono potente, rotondo, particolarmente adatto ai suoni distorti (sono microfoni usatissimi nel rock e nel metal). Vennero creati da Seth Lover, dipendente della Gibson; di conseguenza, le Gibson sono state le prime chitarre ad avere questi pickup in dotazione.

2 - Il ponte

Subito dietro all' ultimo pickup c'è il ponte. Esistono ponti fissi e mobili. Quelli fissi, come dice la parola stessa, non si muovono; quelli mobili possono essere controllati a piacimento tramite la leva. Il ponte della chitarra presa in esame è un ponte mobile, del tipo Floyd Rose. Le viti che si possono notare nella parte posteriore del ponte sono dette fine tuners e servono ad accordare le singole corde, come le chiavette sulla paletta. Si utilizzano quando il fermacorde è bloccato (e di conseguenza non si possono utilizzare le chiavette). Tramite la leva, questo ponte si può ruotare in avanti o all' indietro, diminuendo o aumentando la tensione delle corde, e di conseguenza il suono. Comunque questi sono concetti avanzati, sconsiglio l' uso del ponte mobile ai principianti, dato che è un po' macchinoso.




3 - L' elettronica

In basso sul corpo della chitarra troviamo due rotelline, o manopole: il termine tecnico è potenziometri. Quello più in alto e più vicino al pickup al ponte, è il controllo del volume dei pickup, quello più in basso controlla il tono (completamente aperto darà un suono acuto e squillante, viceversa completamente chiuso darà un suono più ovattato). Alcuni modelli di chitarra presentano più potenziometri per tono e volume, ognuno abbinato ad un pickup.



Sotto i potenziometri c'è il selettore. Questa levetta ci permette di scegliere quale pickup utilizzare, disattivando gli altri. Solitamente su chitarre di questo tipo il selettore ha 5 posizioni:

1^ posizione (completamente in alto): il pickup al manico è attivo, tutti gli altri no;

2^ posizione (uno scatto più giù rispetto alla posizione precedente): sono attivi il pickup al manico e quello centrale;

3^ posizione (perfettamente al centro): è attivo solo il pickup centrale;

4^ posizione (uno scatto più giù rispetto al centro): sono attivi il pickup centrale e quello al ponte;

5^ posizione (completamente in basso): è attivo solo il pickup al ponte.


Esistono anche selettori più "personalizzati", che permettono di attivare tutti i pickup, o solamente quelli al manico e al ponte (escludendo il centrale), e così via. Il selettore è uno strumento molto utile, poiché in base alla posizione del pickup (nonché al tipo di pickup utilizzato) il suono della chitarra cambia notevolmente.

Dietro a potenziometri e selettore troviamo l' entrata jack (detta anche "Joe", o "Pete"... e battutacce del genere, insomma :D ): è qui che va attaccato il cavo collegato all' amplificatore.

Pickup, potenziometri, selettore e jack costituiscono l' elettronica della chitarra.

E' tutto, a presto (si spera) con la prima lezione di chitarra moderna! ;-)